Il microbiota nella PCOS/PMOS: chi sono i protagonisti?
La letteratura scientifica mostra come le donne con PCOS/PMOS presentino frequentemente una disbiosi intestinale, cioè un’alterazione della composizione del microbiota, spesso indipendente dall’indice di massa corporea (BMI) e correlata alla gravità del quadro clinico.
Tra le modificazioni più frequentemente osservate troviamo:
- Diminuzione di: Diversità microbica generale (un ecosistema meno resiliente), Prevotella, Bifidobacterium e Akkermansia (batteri sentinella per la salute metabolica).
- Aumento di: Bacteroides, Enterococcus e Escherichia-Shigella.
Come l’intestino può influenzare gli ormoni: i principali meccanismi
La comunicazione tra microbiota e ovaie avviene attraverso diversi percorsi biologici.
1. Acidi grassi a catena corta (SCFA)
Alcuni batteri intestinali, tra cui i Bifidobatteri, fermentano le fibre alimentari producendo butirrato, un metabolita in grado di attivare i recettori GPR41 e GPR43. Questo processo contribuisce a migliorare la sensibilità insulinica e, secondo studi preclinici, potrebbe anche influenzare la produzione ovarica di androgeni.
2. Acidi biliari e segnalazione recettoriale
Il microbiota partecipa alla trasformazione degli acidi biliari primari in acidi biliari secondari, che interagiscono con recettori coinvolti nella regolazione metabolica come FXR e TGR5. In particolare, l’attivazione del recettore TGR5 attraverso l’adenosina monofosfato ciclico (cAMP) sembra poter influenzare la steroidogenesi in modo dipendente dal contesto fisiologico, aggiungendo un ulteriore livello di regolazione della produzione ormonale.
3. La via neuroendocrina: intestino-cervello-ovaio
Attraverso il nervo vago e la produzione di serotonina, il microbiota invia segnali al sistema nervoso centrale che possono influenzare il rilascio pulsatile del GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine). Questo potrebbe contribuire ad alterare il rapporto tra LH e FSH e, di conseguenza, interferire con il processo ovulatorio.
Il legame tra “permeabilità” intestinale, infiammazione e testosterone
Uno dei concetti maggiormente studiati è quello dell’endotossiemia metabolica.
Quando la barriera intestinale diventa maggiormente permeabile, i lipopolisaccaridi (LPS), componenti della parete batterica, possono attraversare l’intestino e raggiungere il circolo sanguigno.
Questo fenomeno favorisce uno stato di infiammazione cronica di basso grado che potrebbe contribuire anche alla stimolazione della produzione ovarica di androgeni.
Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che specifici batteri intestinali, tra cui Clostridium sporogenes, potrebbero interferire con l’attività dell’aromatasi intestinale, l’enzima coinvolto nella conversione degli androgeni in estrogeni a livello intestinale.
La riduzione di questa attività potrebbe quindi contribuire al mantenimento dell’iperandrogenismo sistemico.
Sintomi gastrointestinali: non sempre una semplice coincidenza
La coesistenza tra PCOS/PMOS e Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) appare particolarmente frequente.
Se vuoi approfondire questo argomento leggi anche Quello strano legame tra PCOS e sindrome dell’intestino irritabile
Gonfiore addominale, dolore, alterazioni dell’alvo e della motilità intestinale potrebbero non rappresentare soltanto sintomi isolati, ma essere collegati a modificazioni del microbiota e dell’asse intestino-cervello.
Riconoscere questi sintomi e parlarne con il proprio medico può rappresentare un passo importante verso una gestione più completa della sindrome.
Strategie terapeutiche: cosa sappiamo oggi?
La modulazione del microbiota rappresenta una delle aree di ricerca più promettenti nell’ambito della PCOS/PMOS.
È importante ricordare, tuttavia, che ad oggi i probiotici non rientrano ancora nelle linee guida cliniche standard per il trattamento della PCOS/PMOS.
La ricerca clinica suggerisce comunque possibili benefici derivanti da strategie integrate che includano alimentazione, prebiotici e probiotici, in particolare nell’ambito di uno stile alimentare caratterizzato da un ridotto consumo di grassi saturi e zuccheri semplici.
Conclusioni
L’asse intestino-ovaio rappresenta oggi un tassello importante nella comprensione della PCOS/PMOS e si affianca, senza sostituirli, agli approcci terapeutici consolidati.
La salute ormonale sembra infatti dipendere da un equilibrio complesso che coinvolge non soltanto le ovaie, ma anche il metabolismo, il sistema immunitario e il microbiota intestinale.
Per questo motivo è importante evitare percorsi fai-da-te e confrontarsi sempre con il proprio medico o con i professionisti che seguono il proprio percorso, valutando insieme eventuali strategie dedicate anche alla salute intestinale.
Prendersi cura del proprio microbiota potrebbe rappresentare un ulteriore strumento per sostenere il benessere metabolico e ormonale nel lungo periodo.
Fonti
Zhao M. et al., Gut-ovary axis in polycystic ovary syndrome: mechanistic insights and gut microbiota-targeted therapeutic strategies.
