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Gravidanza, diabete gestazionale e PCOS

diabete gestazionale e PCOS

Che cos’è il diabete gestazionale

Il diabete gravidico, definito anche Diabete Mellito Gestazionale, è una forma di intolleranza agli zuccheri che compare per la prima volta durante la gravidanza e che, in genere, regredisce dopo il parto. Come altri tipi di diabete, l’organismo non riesce più a utilizzare tutti gli zuccheri introdotti con il cibo che in parte rimangono quindi in circolo nel sangue, comportando un aumento dei livelli di zucchero (glicemia).

Questa forma di diabete, se non controllata, può aumentare il rischio di complicanze durante la gravidanza e al momento del parto, e può essere potenzialmente pericoloso sia per la mamma che per il feto.

I rischi per il feto, seppur quasi tutti prevenibili con un buon controllo della glicemia della futura mamma, includono: [2]

  • Macrosomia fetale: il feto-neonato è più grande della norma perché riceve una grande quantità di glucosio e reagisce producendo più insulina del normale. L’insulina converte lo zucchero in grassi, facendo accumulare più tessuto adiposo.
  • Nascita difficoltosa: il parto può essere più difficile proprio per le aumentate dimensioni del feto.
  • Ipoglicemia neonatale alla nascita: un alto livello di glucosio nel sangue fetale provoca un aumento dell’insulina, che persistendo anche dopo la nascita determina l’abbassamento della glicemia neonatale.
  • Difficoltà respiratorie alla nascita: l’iperglicemia e l’iperinsulinemia ritardano lo sviluppo polmonare fetale, in particolar modo le difficoltà respiratorie sono molto comuni nei neonati che nascono prima della 37esima settimana di gravidanza.
  • Maggiore rischio di obesità o di diabete di tipo 2 in età adulta.

Per quanto riguarda la donna, invece, si può verificare la preeclampsia, caratterizzata da un aumento della pressione arteriosa e dalla presenza di proteine nelle urine. Il rischio di preeclampsia sembra, in base ad alcuni dati, raddoppiare nelle donne PCOS con diabete gestazionale [3]

Se vuoi approfondire questo argomento leggi anche Preeclampsia e PCOS, quale relazione?

Infine, una donna che ha avuto il diabete gestazionale ha un rischio notevolemnte superiore di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 dopo 5-10 anni dal parto rispetto a una donna che non ha sofferto di questa patologia. [4]

Come si manifesta il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale si presenta quindi come una condizione transitoria, che insorge generalmente intorno alla 24-25 settimana per poi scomparire dopo il parto.

I sintomi del diabete gestazionale sono poco evidenti per cui la diagnosi può essere effettata solo grazie ai normali controlli che si eseguono in gravidanza. Tuttavia, nei casi in cui si manifestano, i più comuni includono: [5]

  • aumento della sete
  • necessità di urinare frequentemente
  • bocca asciutta
  • stanchezza

Quali sono le cause?

La gravidanza porta con sé numerosi cambiamenti fisiologici a livello ormonale e metabolico, come l’aumento di peso; questi possono indurre una ridotta risposta delle cellule dell’organismo all’insulina (insulino-resistenza) e quindi il diabete. [5]

Nella maggior parte delle gravidanze, la produzione di insulina è sufficiente a superare questa resistenza, ma in alcuni casi ciò non avviene. Questo si può verificare soprattutto negli ultimi mesi della gestazione, in cui si sviluppa appunto il diabete gestazionale. [5]

I fattori che sembrano concorrere ad aumentare il rischio di diabete gestazionale sono: [5]

  • indice di massa corporea (IMC) superiore a 30. Il calcolo dell’IMC considera il peso e l’altezza: un valore tra 19 e 25 indica normo-peso, tra 25 e 30 indica sovrappeso e un valore superiore a 30 è indice di obesità;
  • appartanenza a etnie sud asiatiche, cinesi, afro-caraibiche o mediorientali;
  • familiarità per diabete di tipo 2;
  • diabete gestazionale in una precedente gravidanza;
  • precedente gravidanza con macrosomia fetale (peso del bambino alla nascita maggiore di 4 kg);
  • sindrome dell’ovaio policistico.

Alcuni di questi fattori non sono ovviamente modificabili, mentre altri possono essere oggetto di interventi preventivi mirati.

La PCOS è un fattore di rischio?

Recentemente alcuni studi si sono concentrati sulla prevalenza di diabete gestazionale nelle donne con PCOS per cercare di comprendere se la sindrome costituisca o meno un fattore di rischio in più.

Una ricerca del 2014, pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, ha monitorato lo stato di salute di più di 6000 donne tra i 28 e i 33 anni, di cui il 5,8% affette da PCOS, per un periodo di 13 anni. I dati sono stati raccolti in cinque momenti differenti (1996,2000,2003,2006 e 2009) e i risultati hanno mostrato un’associazione tra presenza di sindrome dell’ovaio policistico e aumento della prevalenza di diabete gestazionale (11,2% rispetto al 3,8% di donne senza PCOS). Inoltre, l’aumento dell’insorgenza del diabete era indipendente dalla età, dalla presenza di obesità, ipertensione, fumo e fattori sociodemografici. [6]

Uno studio ancora più recente, del 2019, ha confrontato invece il rischio di diabete gestazionale con i fattori metabolici associati all’inizio della gravidanza nelle donne con e senza PCOS, differenziandole per indice di massa corporea (BMI) pre-gravidanza. Quello che è emerso è che la maggiore prevalenza di diabete gestazionale è stata osservata nelle donne PCOS normopeso e non nelle donne PCOS sovrappeso/obese. Se le donne in sovrappeso/obese, indipendentemente dallo stato di PCOS, sono generalmente considerate ad alto rischio di disturbi metabolici durante la gravidanza, questa ricerca dimostra che anche le donne normopeso con PCOS meritano un attento monitoraggio dell’iperglicemia. [7]

Diabete gestazionale, quale trattamento?

È quindi molto importante tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue per ridurre le probabilità di avere complicanze durante la gravidanza.

Tuttavia, in presenza di diabete gestazionale, prima di qualsiasi intervento terapeutico, vengono suggeriti alcuni cambiamenti nello stile di vista e in particolare è consigiliato: [8]

  • svolgere una moderata e costante attività fisica, secondo le indicazioni del medico, per aumentare il consumo calorico;
  • seguire una dieta bilanciata;
  • misurare quotidianamente la glicemia a digiuno e dopo i pasti.

Se nonostante questi accorgimenti i livelli di glucosio nel sangue non sono ancora sotto controllo è ormai consolidato nella pratica clinica l’impiego di sostanze naturali o farmacologiche. Tra le più note ci sono l’inositolo, la metformina e l’insulina.

Per quanto tutte le terapie siano perlopiù ben tollerate, il myo-inositolo rappresenta sicuramente una scelta efficace nel trattare il diabete gestazionale e con un alto profilo di sicurezza sia per la madre che per il feto, trattandosi di una molecola naturale. [9] Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration lo ha infatti incluso nella lista dei GRAS (Generally Recognized As Safe, designazione della Food and Drug Administration degli Stati Uniti che indica che una sostanza chimica o aggiunta al cibo è considerata sicura dagli esperti).

Se vuoi approfondire questo argomento leggi anche Inositolo e metformina: ultimi studi a confronto

L’importanza dello screening

Dal momento che la PCOS potrebbe quindi costituire un fattore di rischio è importante affidarsi al ginecologo ed eseguire gli esami prescritti e sottoporsi a visite e controlli per preservare la salute della gravidanza.

L’esame più comunemente usato per la diagnosi di diabete gestazionale è la “curva da carico” con 75 grammi di glucosio, che viene di norma prescritta fra la 16^ e la 18^ settimana di gravidanza oppure fra la 24^ e la 28^ settimana. Questo esame consente di valutare le variazioni della glicemia a digiuno e dopo il carico di glucosio (rispettivamente dopo 1 e 2 ore) e stabilire se c’è o meno diabete gestazionale. [10]

Fonti

[1] Ministero della Salute: Diabete gestazionale
[2] B.R. Shah et al., Perinatal outcomes for untreated women with gestational diabetes by IADPSG criteria: a population-based study
[3] L. Bellamy et al., Type 2 diabetes mellitus after gestational diabetes: a systematic review and meta-analysis
[4] F.Foroozanfard et al., Obstetric and Neonatal Outcome in PCOS with Gestational Diabetes Mellitus
[5] ISSalute: Diabete gestazionale
[6] A. E. Joham et al., Gestational diabetes and type 2 diabetes in reproductive-aged women with polycystic ovary syndrome
[7] Wei Zheng et al., Early pregnancy metabolic factors associated with gestational diabetes mellitus in normal-weight women with polycystic ovary syndrome: a two-phase cohort study
[8] Gruppo San Donato: Il diabete in gravidanza: che cos’è e come si cura
[9] F. Facchinetti et al., An update on the use of inositols in preventing gestational diabetes mellitus (GDM) and neural tube defects (NTDs)
[10] Uppa.it.: Diabete gestazionale: cause, diagnosi e terapie

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