PCOS e cervello: cosa sappiamo?
La PCOS non è solo una condizione ginecologica. È una sindrome endocrino-metabolica sistemica che coinvolge:
• iperandrogenismo,
• insulino-resistenza,
• infiammazione cronica di basso grado,
• alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.
Tutti questi fattori possono influenzare anche il funzionamento cerebrale, come dimostrato da uno studio di popolazione, in cui è emerso che le donne con PCOS presentano un rischio aumentato di disturbi psichiatrici, inclusi sintomi compatibili con ADHD [1].
Androgeni e attenzione, cosa sappiamo oggi
Le donne con PCOS presentano livelli più elevati di androgeni (come il testosterone), che influenzano aree cerebrali coinvolte nella regolazione della dopamina e delle funzioni esecutive.
Studi epidemiologici hanno, infatti, evidenziato che:
- I figli di donne con PCOS hanno un rischio aumentato di ADHD [2].
- Una meta-analisi ha confermato questa associazione, suggerendo un possibile ruolo dell’esposizione prenatale agli androgeni [3].
Esistono inoltre evidenze che livelli più elevati di testosterone possano associarsi a tratti attentivi e comportamentali simili all’ADHD anche nelle donne adulte [4].
Questo non significa che tutte le donne con PCOS abbiano ADHD, ma suggerisce una possibile vulnerabilità neurobiologica condivisa.
Il ruolo degli estrogeni
Gli estrogeni svolgono un ruolo cruciale nella:
• memoria,
• attenzione sostenuta,
• neuroplasticità,
• modulazione dopaminergica.
È noto che gli estrogeni abbiano effetti neuroprotettivi e regolatori sulle funzioni cognitive (5).
Nella PCOS, l’anovulazione cronica può determinare una produzione irregolare di progesterone e un assetto estrogenico alterato, con possibili ripercussioni sulla stabilità cognitiva.
Insulino-resistenza e “brain fog”
L’insulino-resistenza, presente in una larga percentuale di donne con PCOS, può influenzare il metabolismo cerebrale.
Alcuni studi hanno documentato:
- Performance inferiori nei test di memoria di lavoro e funzioni esecutive nelle donne con PCOS [6].
- Una possibile correlazione tra compromissione cognitiva e insulino-resistenza.
Il cervello è altamente dipendente dal glucosio: alterazioni della regolazione insulinica possono contribuire a sintomi di “annebbiamento mentale”.
PCOS o ADHD?
Quando una donna con PCOS sperimenta difficoltà di concentrazione, disorganizzazione o fatica nel portare a termine i compiti, la spiegazione non è sempre univoca. I sintomi attentivi possono infatti avere origini diverse e richiedono una lettura attenta del contesto clinico.
Le principali possibilità includono:
- ADHD vero e proprio coesistente.
- Sintomi ADHD-like legati allo squilibrio ormonale.
- Disfunzione cognitiva associata a insulino-resistenza.
- Effetto secondario di ansia e depressione [1].
Proprio per questa complessità, la valutazione dovrebbe essere multidisciplinare e personalizzata, così da distinguere le diverse possibili cause e costruire un intervento mirato.
Cosa può aiutare?
Quando le difficoltà attentive si inseriscono nel contesto della PCOS, intervenire sui meccanismi metabolici e ormonali può avere un impatto positivo anche sulla funzione cognitiva. In particolare, risultano utili tutti quegli interventi che favoriscono:
- miglioramento della sensibilità insulinica,
- maggiore stabilità glicemica,
- regolarità ovulatoria,
- qualità del sonno,
- attività fisica regolare.
Un approccio integrato che tenga conto di questi aspetti può quindi contribuire a migliorare non solo i parametri clinici della PCOS, ma anche il benessere cognitivo.
Tuttavia, se vi è un sospetto di ADHD, è importante richiedere una valutazione specialistica specifica: intervenire esclusivamente sull’aspetto endocrino potrebbe non essere sufficiente, qualora fosse presente un disturbo del neurosviluppo che necessita di un trattamento dedicato.
Fonti
[1] Cesta CE et al., Polycystic ovary syndrome and psychiatric disorders: Co-morbidity and heritability in a nationwide Swedish cohort
[2] Kosidou K. et al., Maternal polycystic ovary syndrome and risk for attention-deficit/hyperactivity disorder in the offspring. Mol Psychiatry.
[3] Cherskov A. et al., Polycystic ovary syndrome and autism: A test of the prenatal sex steroid theory.
[4] Barth C. et al., Sex hormones affect neurotransmitters and shape the adult female brain during hormonal transition periods.
[5] Brinton RD., Estrogen regulation of glucose metabolism and mitochondrial function: therapeutic implications for prevention of Alzheimer’s disease.
[6] Rees DA. et al., White matter microstructure and cognitive function in young women with polycystic ovary syndrome.



