La community sulla sindrome dell'ovaio policistico
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Perché la PCOS influisce sulla fertilità

Il 70% delle donne infertili sono donne PCOS. Gli squilibri ormonali che si evidenziano nelle donne PCOS, provocno un aumento della produzione di androgeni a svantaggio della produzione di estrogeni. Gli estrogeni, noti anche come ormoni femminili, sono i protagonisti della crescita dei follicoli. Dagli estrogeni dipende quindi la formazione di buoni ovociti, ma anche la crescita dell’endometrio (la parete mucosa dell’utero).

Nelle donne PCOS venendo meno la conversione degli androgeni in estrogeni, si hanno cicli irregolari e soprattutto cicli anovulatori, cicli in cui l’ovulo pronto alla fecondazione non si forma e per cui non si può avere il concepimento [1].

L’iperinsulinemia, che si manifesta soprattutto in donne PCOS obese, incrementa ancora di più la produzione di androgeni (iperandrogenismo), col risultato che in queste donne la fertilità si riduce ulteriormente [2].

Cosa può migliorare la fertilità nelle donne PCOS

Fecondazione naturale e fecondazione assistita

Dal momento che le donne con sindrome dell’ovaio policistico non sono completamente in amenorrea (mancanza completa del ciclo) ma hanno per lo più cicli sporadici e irregolari, può accadere che durante il ciclo si crei un ovulo maturo per la fecondazione e che si possa rimanere incinta naturalmente. Se vuoi approfondire puoi leggere anche “10 sintomi della PCOS”.

Purtroppo, la maggior parte delle donne PCOS (72%) ha difficoltà a rimanere incinta in modo naturale. Ma non bisogna disperare, perché fortunatamente oggi tanti approcci farmacologici e non, assieme alla procreazione medicalmente assistita, aiutano a raggiungere il lieto evento.

Modificazione dello stile di vita

Il primo approccio per migliorare i parametri sia ormonali che metabolici della PCOS è mangiare cibi a basso indice glicemico (carne, pesce, frutta e verdura) e al contempo fare esercizio fisico. La perdita di peso aiuta anche a prevenire eventuali complicanze gravidiche future.

Approccio terapeutico

Un approccio non farmacologico per correggere il dismetabolismo delle donne PCOS e soprattutto ripristinare l’ovulazione è l’integrazione con myo-inositolo. Studi clinici dimostrano che nel 70% delle donne PCOS si ha un recupero dell’ovulazione dopo 3 mesi di trattamento. Ricerche recenti hanno evidenziato che potenziando l’assorbimento del myo-inositolo con Alfa-lattoalbumina si può raggiungere il 90% del recupero entro 3 mesi.[3]

Il myo-inositolo è usato anche per migliorare la risposta alle terapie farmacologiche, durante le tecniche di stimolazione. [4]

La stimolazione ovarica è la tecnica che prevede la somministrazione esogena di ormoni che portano alla formazione di ovuli maturi. Il myo-inositolo addizionato a questi cicli di stimolazione, consente all’ovaio di rispondere meglio alla terapia farmacologica e di ridurre anche la quantità di ormoni da usare, riducendo il rischio di Iperstimolazione (OHSS – sindrome da iperstimolazione ovarica), a causa del quale si è costretti ad annullare il ciclo. [5]

La stimolazione semplice è quella che vede l’uso del clomifene citrato, unico intervento che viene fatto medicalmente. Una volta ottenuta l’ovulazione, il concepimento avviene poi in modo naturale.

Superato un tempo, oltre il quale la stimolazione semplice non dovesse rispondere a dovere, si passa alla procreazione medicalmente assistita (PMA).

Un ciclo di PMA prevedere diversi step di stimolazione ormonale: una prima fase che serve a formare ovuli fecondabili e una seconda parte che serve invece per preparare l’endometrio ad accogliere l’embrione che verrà fecondato artificialmente e poi trasferito al quinto giorno in utero materno.

Cosa fare se sai di avere la PCOS e stai cercando un figlio

Rivolgiti ad uno specialista esperto in ginecologia-endocrinologica che possa seguirti con attenzione.

Non scoraggiarti. Il percorso può sembrarti lungo e in salita, ma la verità è che le soluzioni esistono e sono diverse.

Fonti

[1] Hart R. Definitions, prevalence and symptoms of polycystic ovaries and polycystic ovary syndrome. In: Allahbadia G, Agrawal R, eds. Polycystic Ovary Syndrome. 2nd ed. Kent, UK: Anshan, Ltd; 2007:15–26
[2] Alexiou E, Hatziagelaki E, Pergialiotis V, et al. Hyperandrogenemia in women with polycystic ovary syndrome: prevalence, characteristics and association with body mass index. Horm Mol Biol Clin Investig 2017;29(03):105–111
[3] Montanino et al. Effects of myo-inositol plus alpha-lactalbumin in myo-inositol-resistant PCOS women. J Ovarian Res. 2018 May 10;11(1):38.
[4] Papaleo et al. Myo-inositol in patients with polycystic ovary syndrome: a novel method for ovulation induction. Gynecol Endocrinol. 2007 Dec;23(12):700-3.
[5] Morgante et al. The role of inositol supplementation in patients with polycystic ovary syndrome. With insulin resistance, undergoing the low-dose gonadotropin ovulation induction regimen. Fertil Steril 2011; 26:275-80

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