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I disturbi dell’ansia

I disturbi d’ansia rappresentano un gruppo di condizioni caratterizzate dalla presenza di nervosismo, preoccupazione, paura o timore, tensione o eccitazione eccessivi che causa un marcato disagio. L’ansia è spesso accompagnata da sintomi fisici, quali sintomi circolatori, gastrointestinali, muscolo-scheletrici, respiratori, neurologici. Benson, in uno studio del 2009 [2], ha valutato la prevalenza dei disturbi dello spettro ansioso-depressivo nella PCOS, sottolineando l’impatto sociale e sulla qualità di vita dei disturbi d’ansia, non meno importanti della depressione, ma meno evidenziati nella letteratura scientifica (Figura 1).

Gli ormoni sessuali hanno un ruolo nello sviluppo dei disturbi ansioso-depressivi?

Il quadro ormonale sembra giocare un ruolo importante nella sintomatologia psicopatologica presentata. Gli androgeni hanno differenti effetti sul cervello e sul comportamento e dipendono dal tempo di esposizione agli ormoni durante lo sviluppo.
Poiché i disturbi dell’umore sono maggiormente frequenti nella donna durante il periodo riproduttivo, alti livelli di androgeni sono stati correlati a disturbi dell’umore nella popolazione femminile [3]. Per esempio, è stato osservato un aumento del testosterone libero, nella forma attiva, in donne con la sindrome premestruale e in donne depresse, mentre in donne sane senza diagnosi di sindrome premestruale, il testosterone libero è risultato inferirore nella fase che precede la mestruazione.
Ma questi dati non sono confermati da tutta la letteratura presente al riguardo; alcuni studi infatti non confermano questa correlazione tra i livelli di testosterone e i sintomi depressivi, altri ancora evidenziano alterazioni dell’umore in pazienti con bassi livelli di androgeni [4].

L’aspetto fisico ha un ruolo importante nell’insoddisfazione

Bisogna ammettere che trattare l’eccesso di peso, l’irsutismo, l’alopecia, acne e tutte le altre preoccupazioni relative alla PCOS può essere scoraggiante, ma non sono necessariamente solo queste le cause della depressione correlata alla PCOS.
Certo è che l’obiettivo di qualunque approccio terapeutico alla PCOS è proprio quello della perdita del peso in eccesso, aspetto difficile da ottenere non solo per le donne che soffrono della sindrome. Ciò spesso si traduce in una diminuzione dell’autostima. In questi casi, consultare uno specialista che ci supporti nel raggiungimento degli obiettivi può rivelarsi un aiuto necessario.

I più comuni sintomi depressivi nella PCOS

La depressione, la bassa autostima, ripetuti “fallimenti” per perdere peso, traumi originati da diagnosi errate e, naturalmente, gli squilibri metabolici comportano un peggioramento della qualità della vita. In numerosi studi, alti livelli di testosterone hanno portato ad avere tassi di depressione superiori al 50% [3].

In generale i sintomi depressivi riportati dalle donne che soffrono di PCOS sono [5]:

Letargia o predisposizione al sonno continuo;
Fatica;
• Problemi di sonno (troppo o troppo poco);
Problemi alimentari/aumento di peso;
Pensieri suicidi;
Sbalzi d’umore;
Sentimenti di inutilità.

Depressione e PCOS

La depressione è debilitante. Non è del tutto chiaro il motivo per cui esista un legame così forte tra PCOS, alti livelli di androgeni e depressione, ma è chiaro che le preoccupazioni relative alla conformazione corporea sono solo una parte del quadro.
Affrontare la depressione in una sindrome così complessa richiede un approccio altrettanto vario e dalle molteplici sfaccettature:

• Consulta un medico specialista per una corretta valutazione e diagnosi.
• Considera farmaci o integratori in modo appropriato.
• Agire per migliorare il sonno, la dieta, l’esercizio fisico e la gestione dello stress.

Contemporaneamente al lavoro svolto sugli aspetti psico-somatici della depressione correlata alla PCOS, è possibile lavorare sull’immagine che si ha di sé anche attraverso l’adozione di uno stile di vita e abitudini sane che alimentino una visione positiva della propria persona.

È certo che la percezione di sé non è la sola causa della depressione nella PCOS. L’immagine che si ha del proprio aspetto è un pezzo importante del puzzle che merita attenzione e rispetto ma non è certamente l’unico.

È per questo motivo che, soprattutto nel caso della PCOS, è importante rivolgersi a personale medico specializzato che sappia riconoscere fin da subito eventuali sintomi depressivi, suggerendo l’integrazione di metodiche comportamentali e psicologiche a supporto della persona interessata.

Fonti:

[1] Azziz R, Woods KS, Reyna R, Key TJ, Knochenhauer ES, Yildiz BO. The prevalence and features of the polycystic ovary syndrome in an unselected population. J Clin Endocrinol Metab 2004; 89: 2745-2749.
[2] Benson S, Hahn S, Tan S, Mann K, Janssen OE, Schedlowski M, Elsenbruch S. Prevalence and implications of anxiety in polycystic ovary syndrome: results of an internet-based survey in Germany. Human Reprod 2009; 24(6): 1446-1451.
[3] Mansson M, Holte J, Landin-Wilhelmsen K, Dahlgren E, Johansson A, Lande M. Women with polycystic ovary syndrome are often depressed or anxious. A case control study. Psychoneuroendocrinol 2008; 33: 1132-1138.
[4] Weiner CL, Primeau M, Ehrmann DA. Androgens and mood dysfunction in women: comparison of women with polycystic ovary syndrome to healthy controls. Psychosomatic Med 2004; 66: 356-362.
[5] Tan S, Hahn S, Benson S, Janssen OE, Dietz1 T, Kimmig R, Hesse-Hussain J, Mann K, Schedlowski M, Arck PC, Elsenbruch S. Psychological implications of infertility in women with polycystic ovary syndrome. Human Reprod 2008; 23(9): 2064-2071.

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