Il cambio di stagione può modificare il nostro ritmo biologico
Il nostro organismo segue un sistema di regolazione interno, il ritmo circadiano, che coordina numerose funzioni nell’arco delle circa 24 ore: sonno e veglia, temperatura corporea, secrezione di alcuni ormoni, metabolismo e comportamento.
Uno dei principali sincronizzatori dell’orologio biologico è la luce. La quantità e il momento in cui siamo esposti alla luce naturale contribuiscono a regolare il ciclo sonno-veglia e la produzione di melatonina, l’ormone coinvolto nella regolazione del sonno.
Con il passaggio dall’estate all’autunno e all’inverno cambiano quindi la durata e la distribuzione della luce durante la giornata. La ricerca ha evidenziato che il sistema circadiano umano può adattarsi alle variazioni stagionali della luce e che i cambiamenti nella durata del giorno possono influenzare la tempistica di alcuni ritmi biologici, compreso il ciclo sonno-veglia [1].
Per alcune persone, questo adattamento può tradursi temporaneamente in maggiore sonnolenza, difficoltà ad addormentarsi o una sensazione di energia ridotta.
Anche il passaggio dall’ora legale a quella solare può contribuire a modificare temporaneamente il sonno e la sonnolenza diurna. Una recente revisione sistematica ha analizzato gli effetti dei cambiamenti dell’orario sul sonno, evidenziando possibili modificazioni della durata e della qualità del riposo, sebbene i risultati degli studi non siano completamente uniformi [2].
E cosa c’entra la PCOS/PMOS?
È proprio qui che il discorso diventa interessante. Tra gli aspetti che la ricerca sta studiando sempre più attentamente c’è anche il rapporto tra PCOS/PMOS, sonno e ritmo circadiano.
Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 ha analizzato 16 studi, per un totale di 1.100 donne, evidenziando un’associazione tra PCOS/PMOS e alterazioni di alcuni parametri legati al ritmo circadiano, tra cui melatonina, cortisolo e qualità del sonno. L’analisi ha inoltre rilevato una minore efficienza del sonno nelle donne con PCOS/PMOS rispetto ai controlli [3].
Questo non significa che ogni donna con PMOS abbia un’alterazione del ritmo circadiano, né che il cambio di stagione determini automaticamente maggiore stanchezza. Significa però che sonno e ritmi biologici rappresentano aspetti importanti da considerare quando si parla di benessere e sintomi nella PCOS/PMOS.
Dormire abbastanza non significa sempre dormire bene
Un altro elemento da non sottovalutare è la qualità del sonno.
Una revisione sistematica con meta-analisi ha rilevato una maggiore frequenza di disturbi del sonno nelle donne con PCOS/PMOS rispetto ai controlli, oltre a differenze nella durata e nella qualità del sonno [4].
Questo è un punto fondamentale perché la stanchezza diurna non dipende necessariamente dal numero di ore trascorse a letto. Anche un sonno frammentato o poco ristoratore può lasciare la sensazione di non aver recuperato abbastanza energie.
Per questo le linee guida internazionali sulla PCOS/PMOS raccomandano di prestare attenzione a sintomi come russamento, risvegli con sensazione di sonno non ristoratore, sonnolenza diurna e affaticamento e, quando presenti, di valutare l’eventuale presenza di apnea ostruttiva del sonno [5].
Metabolismo, energia e sensazione di stanchezza
La PMOS è caratterizzata anche da una componente metabolica che può includere, tra gli altri aspetti, alterazioni della sensibilità insulinica.
Il rapporto tra sonno, metabolismo e PMOS è complesso e bidirezionale. La ricerca suggerisce infatti che un sonno disturbato può essere associato ad alterazioni del metabolismo e della sensibilità insulinica, mentre le alterazioni metaboliche possono a loro volta contribuire a influenzare la qualità del sonno [6].
Per questo, quando arriva l’autunno e cambiano contemporaneamente ritmi quotidiani, attività fisica, alimentazione, esposizione alla luce e qualità del sonno, la sensazione di stanchezza può essere il risultato di più fattori che si sommano, piuttosto che di una singola causa.
PCOS/PMOS e stanchezza: ascoltare il corpo senza cercare una sola spiegazione
Il cambio di stagione può modificare luce, ritmi quotidiani e abitudini. Nella PCOS/PMOS, una condizione che coinvolge aspetti endocrini, metabolici e ovarici, sonno, ritmo circadiano, metabolismo e benessere psicologico sono tutti elementi da considerare.
La ricerca non dimostra che l’autunno renda automaticamente più stanche le donne con PCOS/PMOS, ma ci dice però che alcune delle funzioni coinvolte nella regolazione del sonno, dell’energia e del metabolismo possono essere particolarmente rilevanti in questa condizione [3,4,5].
Per questo, quando arriva la sensazione di essere più stanche del solito, la cosa più utile non è chiedersi soltanto “sarà il cambio di stagione?”, ma provare ad ascoltare il proprio corpo:
Perché prendersi cura della PMOS significa anche imparare a riconoscere quei segnali che, a volte, il corpo prova a darci molto prima di avere una risposta.
Fonti
[1] Kantermann T. et al., The human circadian clock’s seasonal adjustment is disrupted by daylight saving time.
[2] Romigi A. et al., The effects of daylight saving time and clock time transitions on sleep and sleepiness: a systematic review.
[3] Heydari T, Ramdass PVA. Circadian rhythm disruption and polycystic ovary syndrome: a systematic review and meta-analysis.
[4] Sleep disturbances, sleep quality, and cardiovascular risk factors in women with polycystic ovary syndrome: systematic review and meta-analysis.
[5] Teede HJ et al. Recommendations from the 2023 International Evidence-based Guideline for the Assessment and Management of Polycystic Ovary Syndrome.
[6] Sleep disturbances and metabolic dysfunction in polycystic ovary syndrome: current evidence and perspectives.



