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Il ciclo mestruale

Ogni mese la donna sa di avere un appuntamento importante con il suo utero: la mestruazione. Se la mestruazione non c’è, può significare o che si è incinta o che qualcosa non sta funzionando.

Partiamo proprio dalla mestruazione che rappresenta il giorno 1 del ciclo.

La mestruazione è l’eliminazione di sangue uterino, assieme a tessuto uterino (propriamente dell’endometrio), che pochi giorni prima del sanguinamento va incontro a necrosi e sfaldamento della sua parte superficiale. L’endometrio infatti segue un suo ciclo chiamato ciclo uterino, contraddistinto da due fasi:

1. una prima fase di maturazione detta fase proliferativa;
2. una fase di irrorazione (aumento dei vasi che portano nutrimento) chiamata fase secretiva.

Tali fasi servono a preparare la culla all’embrione. Ogni mese il tuo corpo si prepara per andare incontro ad una gravidanza. Se l’embrione non c’è, questo letto si disfa e parte la mestruazione.

Parallelo e soprattutto sincrono con il ciclo uterino, c’è il ciclo ovarico, che avviene nelle ovaie. Anche questo ciclo si compone da due fasi principali:

1. fase follicolare (dal 1 al 14 giorno del ciclo);
2. fase luteale (dal 15 giorno del ciclo alla mestruazione).

La fase follicolare vede la maturazione rapida di un gruppo di follicoli. Ogni follicolo contiene il proprio ovocita. Di questi follicoli solamente uno giunge a maturazione completa. Proprio questa maturazione si chiama ovulazione.
In genere si dice che l’ovulazione, in un ciclo regolare di 28 giorni, si ha al 14° giorno; è più corretto parlare di periodo ovulatorio che si presenta intorno al 14° giorno del ciclo, momento in cui l’ovocita maturo viene rilasciato nelle tube di Falloppio, dove incontrerà lo spermatozoo e potrà essere fecondato.

L’ovulazione è quindi il momento di transizione dalla fase follicolare alla fase luteale.
Infatti, mentre l’ovocita è rilasciato nelle tube, il follicolo che lo conteneva rimane nell’ovaio modificando la sua funzionalità e prendendo il nome di corpo luteo (da qui il termine della fase luteale).

Il corpo luteo non è un prodotto di scarto, ma svolge un ruolo fondamentale perché sarà questo a supportare la progressione della gravidanza fino a 3-4 mesi, fino a quando la placenta avrà raggiunto il suo sviluppo e autonomia [1].

Come riconoscere se sto ovulando

Il periodo ovulatorio presenta segni e sintomi più o meno intensi da donna a donna. È importante però saperli riconoscere, soprattutto se si sta cercando una gravidanza. L’ovulazione è l’unico momento in cui l’ovulo è fecondabile.
Molte donne sono in grado di sentire l’ovulazione, perché avvertono un dolore all’ovaia che sta ovulando (le ovaie ovulano in modo alternato), oppure variazioni della sensibilità del seno, un sintomo molto comune è l’aumento della libido.

Per tutte quelle che invece non percepiscono alcun cambiamento ecco alcuni dati più oggettivi per riconoscere il proprio periodo fertile.

Temperatura basale

Monitorare la temperatura basale consente di identificare il periodo ovulatorio (fertile) in quanto la curva della temperatura aumenta rapidamente (di circa cinque decimi di grado) sotto l’influenza di un ormone e rimane a questo livello fino alla comparsa delle mestruazioni. Ogni donna ha una propria temperatura di base, che può essere diversa da quella di altre donne, ma in tutte si verifica un aumento dopo l’ovulazione.

È dunque individuando questo aumento della temperatura basale che è possibile capire quando l’ovulazione è avvenuta. È necessario misurare la temperatura ogni mattina, al risveglio, all’incirca sempre alla stessa ora, prima di qualsiasi attività (il primo gesto al risveglio deve essere quello di prendere il termometro), e annotarla sul foglio della temperatura. La temperatura può essere quella orale, rettale o vaginale, ma va misurata sempre nello stesso modo.

Muco cervicale

Il muco cervicale, muco prodotto dalla cervice, si modifica nelle varie fasi del ciclo.
In particolare, sotto l’influenza degli estrogeni prodotti dal follicolo in sviluppo, acquisisce una consistenza trasparente e gelatinosa. Tale consistenza aiuta gli spermatozoi nella loro corsa verso le tube [2].

Un altro parametro del muco che si modifica è il pH.
Il pH vaginale è prevalentemente acido, pH 4,5. Questo valore consente all’ambiente vaginale di proteggersi dagli agenti infettivi che non sopravvivono a questi ambienti acidi. Il pH acido però è dannoso anche per gli spermatozoi, ecco perché nel periodo fertile il pH aumenta fino ad arrivare alla neutralità (pH7) proprio per consentire la sopravvivenza e la buona vitalità degli spermatozoi.
Per chi sta cercando una gravidanza in modo attivo, può essere utile anche sottoporsi ad un monitoraggio follicolare da parte del ginecologo che monitorerà attraverso l’esame ecografico la crescita del follicolo confermando in maniera precisa il periodo ovulatorio.

Fonti

[1] Franco Lucisano Editore – Igiene e cultura medico-sanitaria. 2012
[2] Weschler, T. (2002). Taking charge of your fertility. New York, NY: HarperCollins Publishers Inc.

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