La community sulla sindrome dell'ovaio policistico
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1. Cambiare alimentazione

Seguire un’alimentazione specifica per la PCOS, ti aiuterà a migliorare i parametri metabolici con effetti positivi anche sul ciclo. L’aspetto relativo alla regolarizzazione del ciclo mestruale è particolarmente importante soprattutto se hai una PCOS di tipo anovulatorio. Infatti, la PCOS non si manifesta sepre allo stesso modo: ne abbiamo parlato qui: E tu, che PCOS sei?

Aumentare il numero di cicli ovulatori significa aumentare le probabilità di fecondazione.

Ma quali sono gli alimenti più indicati per favorire la fertilità? È possibile trovare la risposta a questa domanda dalla ricerca e dall’osservazione delle popolazioni che nel corso della storia evolutiva hanno mantenuto un buono stato di salute e riproduttivo.
Già nel lontano 1938 Weston Price scrisse: “Non ho trovato popoli in eccellente salute che mangiassero esclusivamente vegetariano”.
Dal suo studio emergeva infatti che tra gli alimenti più adatti a favorire la fertilità vi fossero quelli di origine animale. Pensate anche che le tribù di Kikuyu (in Kenya) alimentano per 6 mesi le ragazze prima di rimanere incinta con razioni extra di cibo ricco di grassi animali.
La ricerca sui micronutrienti ci aiuta a capire il perché: gli Omega 3 sono essenziali per la salute umana, ma soprattutto per lo sviluppo fetale; le stesse vitamine liposolubili (A, D, E, K) vengono veicolate dai grassi, così come le Vitamina del gruppo B e gli antiossidanti si assorbono meglio in presenza di grassi.
I cibi che vengono dal mare sono altresì utili perché, oltre agli Omega-3 sono ricchi di iodio, elemento fondamentale per la funzionalità tiroidea e per preservare la fertilità.
Completano l’alimentazione corretta, frutta sia fresca che secca [1].

2. Interrompere la pillola

Nella maggior parte dei casi, a seguito della diagnosi di PCOS viene prescritta la cura con estro-progestinici (contraccettivi orali) che uniscono al controllo dell’iper-androgenismo anche la protezione riproduttiva.
Ovviamente, contraccezione e gravidanza sono incompatibili, per cui bisognerà avvisare il proprio medico che si desidera un figlio, così da definire la terapia migliore per controllare la PCOS e al contempo facilitare la fertilità.

3. Monitorare l’ovulazione

Anche qualora la mestruazione si presenti, non è scontato che ci sia stato un ciclo ovulatorio, cioè che si siano formati ovociti fecondabili.
È per questo motivo che bisogna utilizzare strumenti di monitoraggio, come la misurazione della temperatura basale, per capire se si sta ovulando, o sottoporsi ad un monitoraggio follicolare dal proprio ginecologo, così da verificare la crescita del follicolo e identificare quindi il momento giusto in cui avere il rapporto.

4. Integrare

Il myo-inositolo sarà il tuo secondo partner, dopo il tuo compagno, per migliorare la tua fertilità. Follicoli ricchi di myo-inositolo generano ovociti migliori. Inoltre, il myo-inositolo contribuisce a controllare le alterazioni metaboliche e ormonali della sindrome, facilitando il raggiungimento dell’obiettivo [2].

Non dimenticare poi l’acido folico. L’integrazione preventiva di acido folico contribuisce a ridurre il rischio di difetti del tubo neurale (NTD).
Il timing in questo tipo di prevenzione è fondamentale, perché il tubo neurale si chiude entro le prime 4 settimane di gestazione (quel periodo in cui nella maggior parte dei casi non si sa neppure di essere incinta). Per cui un’assunzione preventiva giornaliera di 400 microgrammi di acido folico consente di prevenire il 70% di questi difetti.
Esiste un 30% di NTD definiti folato-resistenti. Coop e Cavalli con il famoso studio PONTI, hanno evidenziato che il myo-inositolo, dato sempre preventivamente è in grado di prevenire il rischio di NTD folato-resistenti [3].
Sia il myo-inositolo che l’acido folico sono pertanto un supporto fondamentale per ogni avvio di gravidanza.

Ultima, ma non meno importante, è la Vitamina D. Un numero sempre maggiore di studi clinici hanno confermato il suo ruolo a livello dell’endometrio nel facilitare l’impianto dell’embrione fecondato. Molte gravidanze, infatti, non si verificano per fallimento dell’impianto, il momento più delicato della riproduzione.
La Vitamina D somministrata correttamente supporta l’endometrio in questo suo arduo compito [4].

Fonti

[1] Luchi, Colosi, Valensise. Nutrizione e Riproduzione. Cic Edizioni Internazionali. 2016.
[2] Laganà AS et al. Myo-inositol supplementation reduces the amount of gonadotropins and length of ovarian stimulation in women undergoing IVF: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Arch Gynecol Obstet. 2018 Oct;298(4):675-684
[3] Cavalli, Ronda. Myoinositol: The Bridge (PONTI) to Reach a Healthy Pregnancy. Int J Endocrinol. 2017;2017:5846286.
[4] Monastra et al. Vitamin D: a steroid hormone with progesterone-like activity. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2018 Apr;22(8):2502-2512.

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